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Tokio
Godfathers |
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Regia di Satoshi Kon |
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TRAMA
Animazione,
91min |
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Distribuito
da Metacinema arriva il prossimo 4 febbraio nelle sale
italiane “Tokyo Godfathers”, terzo film di Satoshi Kon,
dopo “Millennium Actress” e “Perfect Blue”. Kon ha scelto di fare il remake
del film di John Ford del 1948 trasferito sulle strade di Tokyo, e quello
che ne risulta è un prodotto interessante.
E’ Natale e nevica su Tokyo. Da qualche parte a Shinjuku, tre esuberanti
senzatetto si fanno compagnia. Sono Gin, ex ciclista alcolizzato, Hana, ex
travestito e Miyuki, una ragazza scappata di casa. Mentre i tre rovistano
tra mucchi di spazzatura per cercare qualcosa da salvare odono i pianti di
un bimbo, e tra i rifiuti scorgono una neonata. |
Gin propone subito di correre alla polizia e
consegnare la bimba abbandonata, ma Hana, che aveva sempre sognato di essere
madre, decide di tenerla e di chiamarla Kiyoko.
Aiutati da un biglietto da visita e da qualche fotografia, gli improbabili
componenti di questa strana famiglia iniziano il viaggio alla ricerca della
casa della bambina. Ma questa inaspettata odissea tragicomica e delicata li
aiuterà anche ad entrare nel cuore delle loro storie personali.
I protagonisti di quest’ultimo film di Sotoshi Kon sono i senzatetto, una
realtà di tutti i giorni, anche se quà e là nel corso della storia
sopraggiungono effetti soprannaturali e un pizzico di magia. In effetti, Kon
e il co-sceneggiatore Nobumoto usano una serie di effetti speciali e di
coincidenze per mandare avanti la storia.
Ma la magia di Kon ha anche trasformato i tre in persone brillanti e
calorose e sono probabilmente le ultime persone che potrebbero costituire
una famiglia: non possiedono nulla ma proprio per questo sono in grado di
trovare la felicità. L'universo di “Tokio Godfathers” svela la realtà
metropolitana e l’essenza della felicità, che spesso noi non siamo in grado
di cogliere.
Il film è indirizzato ad ogni tipo di pubblico. “Tokio Godfathers” è una
storia gradevole anche se i tre protagonisti hanno un grosso problema da
risolvere nel passato e sono i principali responsabili della situazione in
cui si trovano. E il personaggio di Kiyoko viene utilizzato, dagli
autori, come effetto del conseguente cambiamento nella vita di Gin, Hana, e
Miyuki. Come descritto all’inizio, non siamo di fronte a tre persone con un
passato idilliaco. Apparentemente i tre sembrano odiarsi ma si rendono conto
che per avere almeno una probabilità di sopravvivere è necessario che
rimangano uniti. |
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