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Regia di Abbas Kiarostami, Ken Loach,
Ermanno Olmi
Con Valeria Bruni Tedeschi, Carlo Delle Piane,
Martin Compston, Gary Maitland, Silvana De Santis, William Ruane, Klajdi
Qorraj |
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TRAMA
Drammatico, 115min |
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Quando un Maestro (e i tre
registi coinvolti in questa operazione indubbiamente lo sono) delude il
dispiacere si unisce all’imbarazzo. Perché è come se un amico ti avesse
fatto perdere un po’ della fiducia che avevi in lui. È ciò che accade con i
due episodi firmati da Olmi e da Kiarostami. Nel primo un Carlo Delle Piane
che recita lo stesso ruolo che gli ha offerto Avati in numerosi film (a
partire da Una gita scolastica), si innamora platonicamente, di
un’assistente che gli ha mostrato cortesia unita a gentilezza. Dal treno
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(elemento di collegamento tra
gli episodi) su cui si trova vorrebbe inviarle una mail ma finisce col non
farlo. Nel secondo una donna anziana ed arrogante maltratta il giovane
soldato assegnatole per il servizio civile e costui cerca rifugio nel
dialogo con un’adolescente che lo conosce ma che lui non ricorda. In
entrambe le storie si legge un’incertezza di fondo. Olmi tratta un tema
importante come l’amore provato da una persona anziana ma lo fa con errori
di continuità e con una fragilità narrativa che gli è insolita.
Abbas Kiarostami è in ferie dal suo Iran e si vede. Delinea un carattere
(quello della donna) ma senza motivare l’attenzione che gli rivolge mentre
riesce meglio nella definizione del bisogno di comunicazione del giovane
accompagnatore. Anche qui però l’esigenza di ‘fare metraggio’ (cioè di
raggiungere la durata necessaria) diluisce la presa della narrazione che,
proprio mentre abbandona le lentezze proprie dell’autore, perde in
pregnanza. |
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