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Ferro 3 |
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Regia di Kim Ki-Duk Con
Con Hee Jae, Seoung-yeon Lee. |
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TRAMA
Drammatico, 90min |
Il
regista Kim Ki-Duk è un’entità anomala nel panorama cinematografico. Prima
di giungere alla pittura, suo più grande amore, ha svolto lavori di ogni
tipo, e il suo incontro con il cinema è avvenuto solamente negli ultimi
anni, senza aver avuto alcuna esperienza o formazione in merito. Di
conseguenza una sua opera è sempre un’esperienza magica e sensoriale.
Abbandonati la valle sperduta e la casetta galleggiante del monaco, della
favola morale Primavera, estate, autunno e inverno e… |
ancora
primavera, il regista coreano torna ai giorni nostri per raccontare il tema
della solitudine e dell’amore. Tae-Suk è un giovane che trascorre le sue
giornate entrando nelle case lasciate vuote occasionalmente dai proprietari.
Dorme sul divano, si fa la doccia, lava i panni, aggiusta gli oggetti che
non funzionano, gioca a golf e si scatta fotografie da solo con la sua
camera digitale. Tutto con una leggerezza quasi ultraterrena.Un giorno,
entrando in una casa, si accorge c’è una ragazza, Sun-hwa, che ha dei segni
di maltrattamenti sul viso. Sono i continui litigi con il marito. Tae-suk,
la prende con sé, per vagare insieme nelle case degli altri, e condividere
questo strano modo di vivere che trasforma, lentamente, la loro amicizia in
amore.Un evento inaspettato li allontanerà, ma non per sempre.
Ferro 3 descrive la solitudine dei protagonisti, eliminando il dialogo,
limitato alle grida fredde dei personaggi di contorno, e lasciando parlare i
silenzi dei sinuosi movimenti di Tae-Suk. Sembra volare negli spazi, così
come era sospesa sull’ acqua dell’irreale lago, la casa del monaco nel film
precedente.
I gesti che compie nelle sue giornate sono il suo divertimento, il
trascorrere del tempo di una persona che vive da sola, e che nella vita non
ha dimenticato uno degli elementi più importanti, la curiosità. La
curiosità, desiderio che spinge verso l’ignoto, fa incontrare poi le due
lune, per dare origine a un amore quasi angelicato, nel quale comunicare è
muoversi, affascinare è sfiorarsi. Per giungere poi, all’ultima sequenza del
film, in cui l’occhio artistico del pittore dipinge l’amore, sentimento
magico, impalpabile come l’aria.
Il tocco del regista coreano ci ha regalato un altro film, piccolo e immenso
allo stesso tempo, narrando i sentimenti con la fantasia e la leggerezza
delle emozioni. |
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